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Oltre le grandi squadre

Oltre le grandi squadre

Un viaggio nelle realtà sportive milanesi

di Angelica Scordamaglia

Direttore Responsabile Fabio Ranfi

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DA BORDO CAMPO...

Quando si pensa allo sport a Milano, gli stemmi di Inter e Milan e lo Stadio San Siro sono le prime cose che vengono in mente e al massimo, per i più virtuosi, l'Olimpia Milano e il Forum di Assago. Negli ultimi tempi, a queste immagini si sono anche aggiunti i cinque cerchi olimpici, ma ridurre la pratica dello sport a Milano a questo gruppo ristretto sarebbe un errore: il capoluogo lombardo, infatti, come in tutte le cose che lo riguardano, presenta numerose sfaccettature e realtà che non vanno dimenticate o sottovalutate.

Lasciamo da parte per un attimo le due "big" del calcio italiano e addentriamoci in quell'immenso panorama che è lo sport a Milano. Non solo Inter e Milan e non solo calcio: la città della Madonnina vanta una moltitudine di discipline e associazioni sportive che sono strettamente legate al tessuto sociale milanese e al suo territorio, e che sono mosse dalla passione e dalla volontà di fare sport per stare bene e diffondere valori positivi.

Così tante realtà che analizzarle tutte sarebbe impossibile, quindi siate clementi se avremo avuto qualche dimenticanza. La nostra analisi si svilupperà su diversi livelli, strettamente intrecciati tra loro, perché lo sport a Milano è il risultato dell'unione di diversi aspetti che sono legati tra loro e si influenzano a vicenda.

LA PRATICA SPORTIVA

A Milano, così come un po' in tutta Italia, il calcio è sicuramente lo sport con più risonanza mediatica tra tifosi e appassionati, ed è anche tra i più praticati (che sia a cinque, a sette o a undici), insieme al basket, alla pallavolo, al nuoto, al tennis e al padel - in forte crescita negli ultimi anni. Inter e Milan sono senza dubbio le squadre che riscuotono più popolarità tra i cittadini, ma non sono le uniche. Ci sono altre realtà che, per un motivo o per un altro, sono molto legate alla città di Milano, ai suoi cittadini e al suo territorio: tra queste, non possiamo non citare Alcione Milano SS, Partizan Bonola ASD, Sant'Ambroeus FC, Brera FC e Minerva Milano ASD APS.

Il capoluogo lombardo non "vive" soltanto del giuoco del pallone. Esistono infatti altri sport di cui bisogna parlare per arrivare ad avere un ritratto completo della pratica sportiva a in salsa meneghina: pallavolo, pallanuoto e atletica, ma anche baseball, football americano, curling e roller derby, tutte realtà che, nonostante abbiano meno visibilità, hanno una grande importanza per ciò che concerne la collettività e il territorio.

IL CALCIO A MILANO

ALCIONE MILANO SS, gli Orange di Milano

L'Alcione Milano Società Sportiva è una società calcistica fondata nel quartiere di Baggio nel 1952: attualmente milita in Serie C e si è affermata nel tempo soprattutto grazie al florido settore giovanile che ha prodotto numerosi calciatori con importanti carriere professionistiche (come Nicolò Rovella, Giuseppe Dossena, Stefano Moreo e Andrea Caracciolo). Il club prende il soprannome di "Orange" grazie alla predominanza dell'arancione nei colori sociali.

Il Direttore Generale Giacomo Gagliani ci racconta che l'Alcione è una realtà calcistica di Milano in espansione, fortemente radicata sul territorio. L'Alcione non vuole essere un'alternativa a Inter e Milan, ma una realtà "complementare" alle due big del calcio milanese, in grado di ritagliarsi il proprio spazio grazie ai risultati ottenuti. La maggior parte delle persone che va a vedere l'Alcione è anche tifosa di Inter e Milan (da qui il concetto di "realtà complementare"), mentre per i più giovani il discorso è diverso, soprattutto per i tesserati, che non vedono l'Alcione solo come la squadra in cui giocano, ma anche la squadra per cui tifano e per la quale sognano un giorno di giocare.

Il settore giovanile, come già detto, è il fiore all'occhiello della società. Gagliani dichiara che oggi l'Alcione ha "l'obbligo e il dovere" di accompagnare i suoi giovani talenti in un percorso di crescita interno che culmini poi con l'ingresso in prima squadra: attualmente circa il 30% dei giocatori della prima squadra proviene dal settore giovanile, e l'obiettivo è alzare questo dato e portarlo intorno al 50%, mantenendo elevata la competitività che, sempre secondo Gagliani, caratterizza la società.

Al momento la squadra gioca allo Stadio Breda di Sesto San Giovanni, dal lato opposto della città rispetto al quartiere di origine, a causa di capienza e normative della Lega Calcio. Nonostante questo il legame tra l'Alcione, il territorio e il suo tessuto sociale è molto forte; il che è anche uno dei motivi per cui la dirigenza sta lavorando per poter donare al club una casa dove accogliere i propri tifosi nel minor tempo possibile.

Gli Orange rientrano a tutti gli effetti nell'ambito del professionismo, ma l'ambiente, volutamente, rimane molto "familiare": l'Alcione vanta circa 500 tesserati che vedono nella società un punto di riferimento e i ragazzi del settore giovanile godono della possibilità di intraprendere un percorso di crescita interno al club che possa migliorarli sia a livello sportivo che a livello personale.

BRERA FC, la "terza squadra di Milano"

Il Brera FC è un club calcistico fondato nel 2000 da Alessandro Aleotti: è rimasto sempre nel dilettantismo ma è riconosciuto come "la terza squadra di Milano" grazie alla grande sovraesposizione mediatica del club, che deriva dai progetti, soprattutto a sfondo sociale, che il Brera realizza attraverso il calcio, utilizzato come esperimento "sociale, sportivo, culturale e comunicativo".

Alessandro Aleotti, fondatore del Brera Calcio, ha dichiarato che l'inizio del terzo millennio era il momento adatto per iniziare un progetto innovativo in grado di lasciare il segno nel calcio milanese. L'obiettivo non era creare una "terza" squadra di Milano che facesse concorrenza sul campo a Inter e Milan, ma fondare un club innovativo capace di esprimere una "terzietà" nel fare calcio (il che è stato confermato dai progetti innovativi realizzati sul piano sportivo, sociale e culturale).

L'elemento che più unisce il Brera Calcio al suo quartiere di origine è la natura creativa dei progetti del club: l'immaginario collettivo dell'identificazione di Brera con il "quartiere degli artisti" si sposa perfettamente con l'inventiva e l'originalità che stanno alla base delle iniziative della squadra.

Recentemente un gruppo di investitori americani ha quotato al NASDAQ (National Association of Securieties Dealers Automated Quotation, un mercato borsistico elettronico costituito unicamente da una rete di computer) una società irlandese (Brera Holdings Ltd). Questa società comprende tutte le attività del Brera FC ed è finalizzata a implementarne una strategia di sviluppo. L'obiettivo è cercare di creare un "club globale" con il quartier generale a Milano e diverse squadre con il marchio "Brera" sparse per tutto il globo, soprattutto in divisioni di paesi emergenti calcisticamente, il tutto sfruttando un approccio ESG (Environmental, Social, Governance, un criterio utilizzato per valutare la sostenibilità e l'impatto etico di un investimento). Negli ultimi tempi Brera Holdings ha intrapreso anche una strategia multisport.

A maggio 2025, il marchio Brera comprendeva:
Il Brera Strumica (Macedonia): ex Akademija Pandev, riportata in auge da Goran Pandev nel 2010
Il Brera Ilch (Mongolia): rebranding del Bayanzurkh Sporting Ilch (club nato nel 2020 e che ha raggiunto la seria A mongola nel 2022)
Il Brera Tchumene (Mozambico): iscritto alla serie A del paese (Mocambola)
E anche la sezione del calcio femminile, con:
Il Brera Tiverija (squadra femminile del Strumica): partecipa alla seria A femminile macedone
Il Brera Tchumene Feminino (squadra femminile del Tchumene): le calciatrici sono soprannominate "Tchugirls" e partecipano alla serie A femminile mozambicana.
La scelta di espandersi all'estero è nata a seguito dell'arrivo sulla scena del fondo NASDAQ, poiché la scalata verso il professionismo in paesi con un movimento calcistico emergente sarebbe stata un processo meno lungo, costoso e difficile, rispetto ad una scalata al professionismo nel campionato italiano. Ad oggi il Brera Tchumene non esiste più, ma il Brera Strumica e il Brera Ilch continuano a militare nei rispettivi campionati.

PARTIZAN BONOLA ASD, il Dadaismo nel calcio

Il Partizan Bonola è un'Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) nata nel 2017 a seguito dell'iniziativa di alcuni abitanti del Gallaratese, con la volontà di creare una squadra che non fosse solo un club di calcio, ma anche uno strumento di unione e aggregazione, di cui i Dada (termine con cui si identifica la squadra amatoriale maschile del CSI) sono il cuore pulsante. Oggi il Partizan Bonola conta più di 70 atleti.

La Prima Squadra ha debuttato in FIGC nel 2019 e ha poi conquistato i campionati di Terza e Seconda Categoria, mostrando che anche un modello di calcio diverso può essere competitivo e vincente sul lato sportivo, anche senza il supporto di grandi sponsor. La Squadra Femminile partecipa dal 2019 al campionato CSI ed è una parte fondamentale del progetto sportivo e sociale promosso dal Partizan, grazie anche ad attività e iniziative a supporto della lotta contro la violenza sulle donne e per la parità di genere.

Per il Partizan, il legame con il quartiere Bonola/Gallaratese è fondamentale, e anche per questo la maggior parte delle attività sociali della squadra prendono vita grazie a ragazzi e ragazze che vengono dal quartiere e sono pensate per persone che lo abitano. Il presidente dell'ASD, Daniele Grossi, dichiara di non riuscire a pensare ad un Partizan senza Bonola, così come non riesce a pensare a Bonola senza il Partizan, e per questo è dispiaciuto di dover far giocare alcune delle loro squadre in campi che sono lontani dal quartiere di origine, a causa della mancanza di spazi e di motivi economici.

I valori che il Partizan vuole donare alla città di Milano sono quelli che caratterizzano il movimento del Calcio Popolare (a cui partecipano anche realtà come il Sant'Ambroeus): inclusione, antifascismo, antirazzismo, antisessismo e promozione di uno sport accessibile a tutti, autogestito, autofinanziato e comunitario (la partecipazione della comunità è infatti un elemento fondamentale). Il Partizan si propone di creare una versione dello sport professionistico alternativa a quella main stream, "pensata dalla gente, per la gente" e in grado di affrancarsi dalla dipendenza dal denaro, di cui i Dada, come già detto, sono un simbolo molto importante.

Nonostante la sua condotta più popolare e meno elitaria (che invece ormai è caratteristica delle più grandi realtà calcistiche), o forse proprio per questo, il Partizan Bonola sta riscuotendo sempre più successo anche sugli spalti, dove, nella stagione sportiva 2025/2026 ci sono sempre più di 50 persone presenti (soprattutto nelle partite disputate in casa, ma anche in trasferta).

SANT'AMBROEUS FC, Ti te dominet Milàn

Il Sant'Ambroeus FC è un club di calcio nato nel 2018, risultato dell'unione tra i Black Panthers e i Corelli Boys, che avevano in comune l'idea di offrire a persone che alloggiavano in centri di accoglienza di giocare a calcio e stare insieme. Da quel momento, il progetto è cresciuto notevolmente, sia a livello sportivo (con una squadra maschile, iscritta al CSI, che gioca in terza divisione, e la squadra femminile nata nel 2021) che a livello sociale, con lo sviluppo di molte iniziative importanti per l'integrazione.

Gianmarco Duina, uno dei soci fondatori del Sant'Ambroeus, dichiara che il club è nato come squadra composta totalmente da migranti, rifugiati e richiedenti asilo, che non potevano giocare in alte squadre perché non avevano i documenti per farlo o per mancanza di strutture pronte ad accoglierli. Per questo, il valore principale del club (insieme a antifascismo, antirazzismo e antisessismo), è quello dell'accoglienza, interpretando il calcio, e più in generale lo sport, come un diritto fondamentale e non un privilegio destinato a pochi.

Per il Sant'Ambroeus, la partecipazione è fondamentale: il singolo giocatore non è un semplice giocatore, ma può essere anche colui che porta cambiamenti all'interno della società, poiché ha voce in capitolo al riguardo, andando a creare un modello di cogestione che ha permesso alla società di mantenersi negli anni.

Il Sant'Ambroeus aderisce al movimento del Calcio Popolare e una delle parole chiave per capire a pieno la filosofia del club è "Santismo", definito da Duina come "l'appartenenza ad un modello di calcio e sport in controtendenza rispetto al modello convenzionale, ovvero l'appartenenza identitaria ad un gruppo, una squadra, che in certi casi è una vera e propria famiglia".

Attualmente il centro sportivo del Sant'Ambroeus si trova in via Giulio Bechi 2, nella zona tra Precotto e Gorla, nella quale il club si sta radicando anche grazie alla collaborazione con "No League Social Games".

MINERVA MILANO ASD ASP, Ubuntu e Tukiki

Il Minerva Milano nasce nella stagione sportiva 2016/2017 dalle ceneri della SSD Femminile Ausonia, di cui eredita i colori sociali, il verde e il nero, a cui aggiunge nello stemma la parola "Ubuntu", termine in lingua bantu che, secondo Nelson Mandela, rappresenta "il senso profondo dell'essere umani solo attraverso l'umanità degli altri", una filosofia di vitale importanza per la società del Minerva, come dichiara l'attuale presidente, Alessandro Longobardi.

Attualmente il Minerva è impegnato esclusivamente nel calcio femminile, nel settore juniores, con una sessantina di ragazze tesserate. Longobardi spiega che questo è un "anno zero" per la squadra, un anno di ripartenza, a seguito di grossi cambiamenti all'interno dello staff (dagli allenatori alla dirigenza). L'obiettivo è arrivare a ricostruire anche la prima squadra.

Per il Minerva il legame con il territorio e con la gente è fondamentale. Longobardi dichiara che, coerentemente con il significato della parola "Ubuntu" (scelta da subito come motto del club), il progetto della squadra è basato sulla connessione tra le persone e sul volersi aiutare a vicenda, uno "scambio positivo reciproco tra la squadra e la gente del quartiere".

Il centro sportivo utilizzato dal Minerva è "l'ex Dindelli", in via Treviglio 6 a Milano: questo centro viene utilizzato anche da altre associazioni, tutte improntate all'integrazione e all'inclusione delle minoranze: tra queste vi è anche l'associazione "Tukiki". Nata grazie all'iniziativa di due calciatrici (Federica Cappella e Camilla Meroni), ha l'obiettivo di creare una squadra per persone con disabilità cognitiva.

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30%
La quota di giocatori della prima squadra dell'Alcione che proviene dal proprio settore giovanile.

OLTRE IL CALCIO

PALLAVOLO

La pallavolo è, soprattutto a livello giovanile e femminile, uno degli sport più praticati in Italia e a Milano. La Federazione Italiana Pallavolo (Federvolley o FIPAV) è la Federazione Italiana Sportiva che conta il maggior numero di tesserati di sesso femminile (a giugno 2025 si contano 276.619 donne iscritte su un totale di 359.827 tesserati, quindi circa il 76% del totale). Altro fattore da evidenziare è che, soprattutto ai vertici, le donne ricevono compensi maggiori rispetto agli uomini: nel 2025, ad esempio, Egonu, Sylla e Orro hanno ricevuto compensi più alti rispetto a Giannelli e Michieletto.

Per quanto riguarda l'organizzazione dei campionati, si fa riferimento alla FIPAV, al Centro Sportivo Italiano (CSI) e al Polisportive Giovanili Salesiane (PGS), quest'ultimo legato alla tradizione salesiana di Don Bosco. Nell'immaginario collettivo, il campionato del CSI viene catalogato come "campionato per gli oratori", mentre quello della FIPAV viene catalogato come "campionato per società e associazioni sportive", ma questa distinzione è un semplice luogo comune: nulla infatti vieta di giocare in entrambi i campionati, anche contemporaneamente.

Sia nel circuito del CSI che in quello della FIPAV si distinguono due tipologie di campionati:
"Under": categorie chiuse, dove chi ha superato una determinata età non può giocare
"Open": categorie aperte, dove non c'è un limite di età

Per quanto riguarda i campionati Open, il "gradino" successivo alla Prima Divisione è la Serie D, dove le partite iniziano a essere interregionali. Dalla Serie D si può poi salire in Serie C, poi in Serie B2, poi in B1, poi in A2 e infine in A1, ovvero il massimo campionato nazionale.

Quest'ultima curiosità ci mostra quanto la pallavolo sia uno sport decisamente connesso con il tessuto sociale milanese, andando a creare una collettività molto forte e affiatata sia dentro al campo da gioco che fuori.

76%
La quota di donne iscritte alla FIPAV rispetto al totale dei tesserati italiani.

PALLANUOTO

Ci sono sport "minori" che minori non sono: uno di questi è la pallanuoto. Nonostante sia maggiormente legata alle regioni che si affacciano sul mare come la Liguria - che vanta la famosa Pro Recco - o Sicilia e Campania, la pallanuoto è uno sport presente anche a Milano. Il nostro territorio vanta numerose squadre: Metanopoli (a San Donato che in serie A2), Canottieri Milano (serie B), Pallanuoto Milano (serie C) e Milano 2 (strettamente legata a Segrate e che milita in serie C).

Questo numero ridotto di impianti è un problema sia per gli atleti che per le società. Mantenere la frequenza degli allenamenti su un ritmo coerente con l'impegno richiesto dal campionato risulta molto difficile se gli spazi d'acqua scarseggiano.

Davide Borghi, consigliere del Municipio 4 di Milano, e giocatore di Pallanuoto da anni, dichiara che come in ogni sport anche nella pallanuoto è fondamentale investire e coltivare le categorie juniores, poiché costituiscono un importante vantaggio a lungo termine.

Borghi dichiara che "la pallanuoto si fa per passione, non per rendita economica": la maggior parte degli atleti ha un'altra professione poiché non sarebbe possibile sviluppare il proprio percorso di vita soltanto attraverso questo sport.

Questo sport può donare molto al tessuto sociale di Milano, soprattutto per i più giovani: tra i suoi principi infatti ci sono il fair play e la messa in pratica di una forma di rigore, metodo e disciplina che va oltre i semplici confini della piscina.

FOOTBALL AMERICANO

Milano vanta una grande e ricca tradizione di football americano, con la presenza di diverse squadre attive a livello nazionale e internazionale. Le principali squadre includono i Seamen Milano, i Rhinos Milano, i Rams Milano, i Frogs Milano e Heroes Milano.

I Seamen Milano sono una delle squadre più titolate in Italia. Militano nella massima serie italiana di football americano (all'interno della FIDAF, la Federazione Italiana di American Football), la Italian Football League. Sono stati fondati nel 1981 e dal 2023 la squadra partecipa al campionato europeo ELF.

I Seamen giocano le loro partite casalinghe al Velodromo Maspes-Vigorelli (struttura gestita da Milano Sport), stadio interamente dedicato al football americano che negli anni è diventato un punto di riferimento per questo sport. Marco Mutti, il presidente dei Seamen Milano, dichiara che ci sono voluti quasi 30 anni per far diventare il Vigorelli "la casa del football americano a Milano".

I successi del football americano non si limitano solo ai progressi del movimento, ma arrivano anche nel sociale: questo sport insegna l'unione, il rispetto e il sacrificio e crea nuovi leader dando loro le basi per vivere in comunità.

500+
Le richieste al Curling Club Milano di persone interessate a provare lo sport dopo le Olimpiadi.

CURLING

Nel capoluogo lombardo il curling esiste da più di vent'anni e attualmente conta circa 50 tesserati divisi tra le due società presenti sul territorio: Milano Curling Club e Jass Curling Club.

Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono state un'enorme cassa di risonanza per il curling: moltissime persone hanno amato questo sport e hanno scoperto che è possibile praticarlo a Milano. Il Curling Club Milano ha già ricevuto più di 500 richieste di persone interessate a provare.

Il rinnovato interesse per questo sport non può che essere positivo anche per quanto riguarda il tessuto sociale: il curling infatti è uno degli sport tra i più inclusivi (chiunque può giocarci e iniziare a praticarlo a qualsiasi età). Inoltre, tra i principi fondamentali figura lo spirit of curling, un insieme di regole di fair play che rispettano l'avversario e che rendono al tempo stesso il gioco sano ma competitivo.

ROLLER DERBY

Il roller derby è uno sport di squadra di contatto su pattini a rotelle, chiamati quad: due squadre si affrontano su una pista di forma ellittica, chiamata track, in una gara in cui hanno un ruolo fondamentale la velocità, la tecnica e la strategia. Il roller derby nasce negli anni '30 negli Stati Uniti e riscopre una rinascita intorno agli anni 2000, prevalentemente come sport femminile.

Milano è rappresentata nel roller derby dalle Harpies Roller Derby, squadra fondata nel 2012, vincitrice del campionato nella stagione 2022/2023 e attuali campionesse in carica. La carenza di spazi dedicati al pattinaggio causa enormi difficoltà: le Harpies devono spostarsi a Bergamo, due sere alla settimana, per svolgere gli allenamenti.

Nonostante le varie problematiche, il roller derby è un'ottima risorsa per il tessuto sociale milanese: è uno sport molto inclusivo, che può essere praticato da chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, poiché la fisicità non è importante.

E NON È TUTTO QUI...

Da questo enorme mosaico di realtà e discipline emerge chiaramente come la pratica sportiva a Milano non sia uniforme o legata soltanto alle grandi squadre o agli sport più famosi, ma sia invece un sistema articolato, eterogeneo e dinamico, in grado di adattarsi alle esigenze delle persone che lo vivono.

Tutte le realtà di cui abbiamo parlato sono accomunate dalla loro capacità di rendere lo sport un punto di riferimento anche nella quotidianità, costituendo un punto di incontro, uno spazio di crescita e un luogo in cui si possono sviluppare valori positivi per la collettività e il tessuto sociale.

Ed è proprio l'attenzione al sociale che abbiamo scelto di approfondire nel prossimo articolo.

di Angelica Scordamaglia

Direttore Responsabile Fabio Ranfi